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Museo del Carnevale

VIAREGGIO – IL MUSEO DEL CARNEVALE
Viareggio è nota per la sua magnifica spiaggia, per la dolcezza del clima e per la bellezza del panorama che la circonda, ma è conosciuta in tutto il mondo anche per il suo celebre carnevale. Un carnevale che ha ormai quasi 140 anni di storia, ricchi di cambiamenti, di evoluzioni, di successi. La manifestazione viareggina, nata spontaneamente per volontà di pochi, si è trasformata in breve tempo in una festa popolare che ha visto interessati e coinvolti sempre più vasti strati della popolazione fino a divenire espressione di tutta la città, specchio del proprio spirito e della propria cultura.
Proprio per documentare e valorizzare le molteplici componenti culturali che sono alle base della nascita, dello straordinario sviluppo e del sempre crescente interesse del suo carnevale, Viareggio, dopo anni di discussioni e di progetti, ha deciso di realizzare Il Museo del Carnevale di Viareggio che è stato istituito nel 2003 all’interno della Cittadella del Carnevale, il grande complesso architettonico progettato dell’architetto Francesco Tomassi ed inaugurato nel dicembre 2001 che raccoglie sedici hangar alti 22 metri e lunghi 21 dove vengono realizzate le spettacolari costruzioni che ogni anno sfilano sui viali a mare di Viareggio, disposti a formare un’elisse che racchiude una grande piazza, lunga 170 metri e larga in proporzione, per le prove tecniche dei colossi di cartapesta e per spettacoli vari.
Il Museo è nato con il compito di fornire un adeguato supporto storiografico alla manifestazione che, nata nel 1873, rappresenta una ideale fusione di artigianato ed arte. L’artigianato specializzato delle maestranze dei cantieri navali viareggini, i maestri d’ascia e calafati che a partire dai primi anni dell’Ottocento si erano contraddistinti per eleganza e doti nautiche dei velieri che prendevano il mare dalle darsene viareggine e che erano ammirati ed apprezzati in tutti i porti del mondo e che nei primi anni della nascita della manifestazione carnevalesca viareggina avevano prestato la loro opera per la costruzione dei primi carri carnevaleschi. La dimensione artistica del carnevale di Viareggio è determinata dal livello qualitativo dei costruttori, veri “maghi” del carnevale e dal contributo dei molti artisti, viareggini e non solo, nella progettazione e nella realizzazione delle strutture carnevalesche.
All’interno del Museo attualmente sono esposti modellini in scala dei carri che negli anni si sono aggiudicati il primo premio nella competizione fra le varie costruzioni che partecipano di anno in anno al corso mascherato che invade i viali a mare di Viareggio.
Il percorso espositivo documenta “II segno di Burlamacco”: la grafica nel Carnevale di Viareggio attraverso bozzetti delle costruzioni carnevalesche, materiali pubblicitari vari e la serie completa dei manifesti ufficiali che ogni anno pubblicizzano la manifestazione viareggina e che hanno impegnato nella realizzazione grafica illustri firme del mondo della grafica pubblicitaria e del panorama artistico nazionale e non solo (Lucio Venna, Uberto Bonetti, Arnaldo Pomodoro, Sandro Leporini, Jean Michel Folon, Sergio Staino Lorenzo Mattotti, tanto per fare qualche nome). In apposite bacheche sono esposte opere originali di artisti che hanno lavorato per il carnevale: Enrico Prampolini, Lucio Venna, Uberto Bonetti, Moses Levy.
“La materia di Burlamacco”: nel percorso espositivo trovano spazio materiali che documentano l’originalità del carnevale di Viareggio, le tecniche di costruzione dei grandi mascheroni di cartapesta e le varie fasi di lavorazione del carro: il disegno del progetto, la formatura delle armature, la modellatura in creta, la realizzazione del calco, la “pigiatura” della carta di giornale, l’essiccazione delle forme ed la cucitura delle varie parti, la stesura del pastone di colla e gesso, l’assemblaggio dei pezzi che formeranno i soggetti di cartapesta, le tecniche per dare movimento e spettacolarità alle varie componenti ed infine la stesura del colore secondo la tavolozza poetica e variegata che caratterizza ciascun “mago” del carnevale.
“I luoghi del Carnevale”: un viaggio negli ambienti di Viareggio che hanno contribuito a fare la storia della manifestazione (i cantieri navali delle darsene, il canale Burlamacca, la via Regia, Il Regio Casino, i viali a mare, le officine del carnevale allestite in improvvisati ambienti di fortuna, i vecchi hangar prima della realizzazione della Cittadella). I “Carri” da ricordare (le “nomination”): le costruzioni di cartapesta che per originalità dei soggetti, forza dei messaggio, per innovazione dei movimenti, per “segno” o insieme cromatico, per dimensioni o impatto scenografico, sono rimasti nell’immaginario collettivo del Carnevale di Viareggio.
“Idee di cartapesta” (i temi d’ispirazione delle costruzioni carnevalesche): la satira politica e di costume; il mondo fantastico; la letteratura; lo spettacolo; lo sport; i personaggi mondiali che hanno segnato con le loro idee e le azioni la storia dei Novecento e che sono stati ritratti in cartapesta nelle costruzioni carnevalesche, ecc. Particolarità del Museo è rappresentata dal fatto di essere inserito nel contesto della Cittadella del carnevale, e di potersi avvalere anche della potenzialità offerta dagli hangar dove si realizzano le costruzioni carnevalesche che di fatto formano parte integrante del percorso espositivo del Museo, documentando le fasi e le tecniche di lavorazione dei giganti di cartapesta.
Un Museo quindi in grado di documentare la storia, ma anche il presente ed il futuro della manifestazione, poiché da settembre in poi è possibile visitando il Museo e gli hangar avere l’anticipazione dell’edizione carnevalesca dell’anno successivo. Il Museo del Carnevale è inserito nella rete dei musei viareggini e quindi è possibile avvicinarsi alla realtà del contributo dell’artigianato dei cantieri navali, visitando il Museo della Marineria, oppure ampliare le conoscenze relative alla dimensione artistica del carnevale visitando la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea dove sono esposte le opere di molti protagonisti dell’arte che hanno contribuito alla storia del carnevale, a partire da Lorenzo Viani che nel 1911 dipinse un pannello che costituì la base del carro di D. Ghiselli “Il trionfo della vita”.